Definizione di autismo

autismo1L’autismo è una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo biologicamente determinato,  con esordio nei primi tre anni di vita (Sinpia, 2005).

Si parla di sindrome comportamentale perché si manifesta soprattutto con anomalie di tipo comportamentale: il bambino con autismo mostra difficoltà nell’interazione sociale reciproca e nella comunicazione sia verbale che non verbale; presenta, inoltre, un repertorio limitato e ripetitivo di comportamenti e interessi.

Con disordine dello sviluppo s’intende che lo sviluppo neurologico del soggetto con autismo è qualitativamente differente rispetto allo sviluppo normotipico: la persona con autismo pensa e percepisce il mondo diversamente dalle altre persone. In questo senso l’autismo si configura come una disabilità permanente che accompagna il soggetto nel suo ciclo vitale.

Biologicamente determinato fa riferimento alla forte componente genetica che sembra essere alla base del disturbo, nel determinismo del quale concorrono tuttavia, in misura diversa e variamente intrecciati tra loro, molti altri fattori. Di fatto, a tutt’oggi, le cause dell’autismo risultano ancora sconosciute.

Il quadro clinico conclamato si realizza progressivamente nel tempo (comunque entro il 3 anno di vita), con segni e sintomi che spesso sono difficili da identificare. La sua diagnosi viene fatta attraverso l’osservazione del comportamento del soggetto, a opera di un clinico esperto e mediante il ricorso a specifiche prove comportamentali e test standardizzati (come ADOS, ADI-R, CARS e GARS).

Bibliografia: