Cosa devi sapere prima di chiedere una terapia online.

Grazie a internet è facile avere accesso a molte informazioni sulla psicologia e a molti siti di psicologi e psicoterapeuti, che offrono la possibilità di effettuare sedute online. Si tratta di una possibilità molto positiva per tutti coloro che si trovano a loro agio nell’uso di internet. La psicoterapia esce così dallo studio dello specialista per diventare accessibile in qualsiasi parte del mondo, in qualunque momento, salvo la presenza di una connessione a internet. Ma prima di affidarsi completamente a questa forma di consulenza, è importante sapere alcune cose.

Cosa s’intende per consulenza psicologica online.

L’intervento psicologico a distanza può realizzarsi mediante l’invio di email. Il paziente esprime i suoi bisogni e le sue richieste attraverso la forma scritta e in un secondo tempo lo psicologo esaminerà il contenuto della comunicazione e darà la risposta necessaria.

Un modo più vicino di comunicare con lo psicologo è mediante l’utilizzo di messaggi via chat. In questo caso è possibile avere una risposta in tempi più ravvicinati, ma non è detto.

La modalità in assoluto più completa al momento è la video consulenza attraverso smartphone, tablet o computer. In questo modo terapeuta e paziente sono in comunicazione sincrona, ovvero nello stesso momento, e possono scambiarsi informazioni e richieste immediatamente. Inoltre, a differenza degli altri strumenti disponibili, con il video consulto è possibile vedersi, con tutti gli ovvi effetti che ciò può avere sulla relazione tra i due.

Benefici e svantaggi della terapia online.

Un aspetto sicuramente positivo della consulenza online è legato alla possibilità di vedersi quando si vuole, anche nei weekend e alla sera dopo il lavoro, risparmiando sui tempi degli spostamenti. Inoltre, è possibile vedersi anche a distanza, per esempio nei periodi di vacanza o in questo periodo di restrizione degli spostamenti a seguito dei decreti emanati per il contenimento della diffusione del Coronavirus tra la popolazione. Se vivi in ​​una zona remota dove non ci sono tanti terapisti, la consulenza online può essere l’ideale.

Se sei particolarmente timido, potresti essere rassicurato dal fatto di non dover uscire di casa per raggiungere lo studio dello psicologo ed evitare di imbatterti in qualcuno quando partecipi a una seduta.

Dal punto di vista tecnico, la possibilità di connettersi a distanza permette di continuare il lavoro di analisi tra una seduta e l’altra, per esempio con messaggi in cui terapeuta e paziente si confrontano sull’andamento dei compiti assegnati. In questo periodo la possibilità di sentirsi al di là del momento dedicato alla seduta settimanale sta permettendo a molte pazienti di ottenere un rapido sostegno, per la gestione dell’ansia connessa ai rapidi mutamenti in corso (un parente deceduto in pochi giorni, un conoscente ricoverato per polmonite).

Un altro aspetto decisamente non trascurabile è il fattore economico. Per alcuni terapeuti la consulenza online ha un costo inferiore alla classica seduta in studio. Nel mio caso, per esempio, si ha un risparmio del 20% sui costi (vedi la pagina dedicata ai servizi online).

Tuttavia, la consulenza psicologica online non è per tutti. Potrebbe non essere adatta a te, se non ti senti a tuo agio con le nuove tecnologie.

Criticità della consulenza online.

Al di là dell’essere più o meno a proprio agio con le nuove tecnologie, restano delle criticità specifiche di questo tipo di intervento, soprattutto se pensiamo alla video consulenza. Di seguito puoi trovare le più comuni, ma potrebbero essertene capitate anche altre:

  • Lentezza della connessione ed eloquio spezzettato. Pensate che situazione difficile viene a crearsi quando il paziente sta narrando un episodio tragico della sua settimana e ha la voce rotta dal pianto, e voi dovete interromperlo, chiedendogli di ripetere tutto, perché a causa dei salti della connessione l’informazione non è arrivata in modo completo e voi non avete proprio capito cosa è successo!

  • Privacy e riservatezza. Tanto per cominciare non tutti hanno uno spazio personale in casa, che possono usare per incontrarsi con il loro psicologo online. Se poi qualcuno riesce ad avere uno spazio, resta che spesso il paziente ha timore di essere sentito dagli altri abitanti della casa, magari mentre si sta sfogando col terapeuta dell’ultimo litigio avuto e alza la voce per la concitazione del racconto.

  • Visibilità e inquadrature. Un aspetto spesso sottovalutato è la difficoltà di seguire un eloquio mentre l’inquadratura continua a muoversi, il viso talvolta sparisce dalla scena, più spesso non è possibile vedere gli occhi o le labbra della persona che parla, perché lo strumento utilizzato per la video consulenza si trova troppo vicino o inclinato a inquadrare il soffitto.

  • CNV e corporeità. Quando anche abbiamo la fortuna di avere uno spazio dedicato e silenzioso, ci sentiamo liberi di parlare ad alta voce e abbiamo posizionato correttamente il nostro video, resta il fatto che il corpo del nostro interlocutore non è visibile e con esso vengono meno tutti quegli elementi di Comunicazione Non Verbale (CNV), che secondo gli studi incidono sulla comunicazione umana per il 55% del suo valore esplicativo.

Considerazioni conclusive.

La possibilità di connetterci a distanza ha indubbie virtù. Questa emergenza sanitaria con tutti i suoi decreti e limiti, ce lo sta dimostrando giorno dopo giorno. Il progresso tecnologico e scientifico, frutto dell’ingegno umano, ha molti lati positivi, oltre a essere inarrestabile. Così anche i progressi culturali.

Adattarsi ai cambiamenti in corso è necessario per sopravvivere. Come scriveva Charles Darwin nel suo libro Sull’origine della specie

Gli organismi viventi sono in equilibrio col loro ambiente, siccome l’ambiente cambia, debbono cambiare anch’essi, altrimenti sono condannati a scomparire.

Usiamo pure le tecnologie, ma facciamolo con cognizione di causa. Ricordiamoci di fare attenzione a chi sta dall’altra parte del nostro schermo, a come ci vede e ci sente, a come ci presentiamo nell’incontro con lui/lei, a cosa vogliamo fargli sapere e cosa vogliamo ottenere dalla consulenza.