Conoscere la differenza può aiutarti a trovare la soluzione più efficace.

Dall’esterno può essere difficile individuare differenze tra stress e ansia. In entrambi i casi possiamo sentirci poco concentrati, con la testa piena di pensieri, ci possono essere problemi a prendere sonno oppure risvegli notturni, che poi ci tengono vigili per il resto della notte. Al mattino ci sentiamo stanchi e facilmente irritabili: è la conseguenza della mancanza di sonno. Anche i sintomi fisici possono essere gli stessi: battito cardiaco accelerato, tensioni muscolari, mal di testa possono caratterizzare sia le persone che soffrono di stress sia le persone che hanno un disturbo d’ansia.

Con sintomi così simili può essere difficile sapere come procedere e quando cercare un aiuto professionale. Lo scopo di questo articolo è di illustrare le principali differenze tra questi due stati emozionali, allo scopo di poter individuare quale ci caratterizza e quindi quale soluzione ricercare.

Cosa s’intende per stress?

Lo stress è una reazione del corpo a un evento esterno, detto stressor o fattore stressante. Una scadenza lavorativa, una coincidenza di mezzi pubblici saltata, una presentazione orale davanti a un pubblico, un conflitto con una persona cara: sono tutti possibili fattori di stress.

Perché questi eventi rappresentano una fonte di stress?

Perché il nostro cervello li registra come pericolosi per noi e/o per qualcosa a cui teniamo molto. Ecco alcuni esempi:

  • Se non consegnerò in tempo quella relazione al mio capo, potrei perdere il posto di lavoro.

  • Se perdo la coincidenza, arriverò in ritardo al corso di fotografia e perderò la spiegazione iniziale.

  • Se non mi preparo bene per la mia presentazione orale, potrei prendere un voto basso all’esame.

  • Se anche stasera tornerò a casa tardi, il mio partner si arrabbierà e passeremo la serata a discutere.

Le origini dello stress.

Per comprendere fino in fondo cosa sia lo stress bisogna considerare le sue lontane origini. Quando vivevamo ancora a diretto contatto con la natura e il mondo animale, ci trovavamo spesso in situazioni di pericolo per la nostra sopravvivenza fisica. Era necessario che il cervello trovasse un modo di salvarci la vita e così ha creato quella che oggi chiamiamo “reazione di stress”. E cioè?

Di fronte a un pericolo, il cervello comunica al nostro corpo di attivarsi prontamente per fuggire o attaccare. Se l’animale feroce che abbiamo davanti è più grosso di noi, il cervello registra che la strategia di sopravvivenza più utile è la fuga e attiva le nostre gambe. Se invece l’animale che abbiamo davanti è più debole, allora possiamo tentare un attacco e il cervello prepara all’azione i nostri arti superiori. In ogni caso, quello che succede è che il corpo si prepara all’azione!

La reazione di stress è questo: una reazione rapidissima del nostro organismo a un pericolo esterno, una reazione che può essere di fuga o di attacco.

Dal punto di vista fisiologico le prime sensazioni che percepiamo sono l’accelerazione del battito cardiaco e la tensione muscolare; alcune persone dicono di sentire le gambe fremere, altri sentono formicolio alle mani, altre ancora parlano di tensione ai muscoli del collo. È il nostro organismo che percepisce il pericolo e si prepara a fare qualcosa.

Lo stress è utile in qualche modo?

Dal punto di vista della sopravvivenza della specie, lo stress ha da sempre rappresentato un grande valore adattivo e ci ha permesso di continuare a esistere e moltiplicarci. Continua a essere utile quando ci sprona all’azione e alla ricerca di una pronta soluzione per i nostri problemi: utilizzando uno degli esempi precedenti, se non voglio perdere la coincidenza, potrei iniziare a correre.

Tuttavia, quando il cervello inizia a registrare come pericolosi leoni della savana ogni evento di vita che accompagna la nostra quotidianità, diventa disadattivo.

La principale caratteristica della reazione di stress infatti è la sua temporaneità: fuggi o attacca, ma poi torna a riposare! Questo significa che una reazione di stress che si prolunga nel tempo, senza sosta, non risponde più alla funzione originaria. Diventa logorante per il corpo e per la mente.

Quali strategie posso usare per gestire una normale reazione di stress.

Lo stress è correlato all’attivazione fisiologica del nostro corpo e prevede il rilascio da parte del cervello di precisi ormoni, che poi restano in circolo nel corpo finché non si è realizzata la fuga o l’attacco. Se però il nostro evento stressante non prevede di risolversi con una corsa, ma magari prevede che passiamo molte ore seduti alla scrivania per completare una relazione al computer, nel nostro corpo restano attivi gli ormoni dello stress. Per poter tornare a uno stato di quiete, è necessario che il corpo possa scaricare questi ormoni attraverso un’attività prevalentemente fisica, per esempio lo sport oppure semplici attività domestiche o ancora il giardinaggio, e così via.

E l’ansia, come possiamo definirla?

Mentre lo stress è attivato da una minaccia esterna (sia che si tratti di un animale feroce che del nostro capo), nell’ansia la minaccia è interna. L’ansia nasce da un conflitto interno (di cui la persona spesso non è neppure consapevole) tra ciò che sono e ciò che vorrei essere. Di solito ha a che fare con il mancato raggiungimento di determinati obiettivi, per esempio fare una buona carriera, essere un ottimo genitore, avere la casa o la macchina più bella, ottenere il riconoscimento sociale.

Spesso l’ansia si manifesta in situazioni sociali ed è innescata dal confronto con gli altri o dal fatto di dover interagire con loro, per esempio:

  • ci sono persone che diventano nervose se devono parlare con figure autorevoli (professori, datore di lavoro)

  • altre persone diventano ansiose quando devono esprimere il loro disaccordo

  • altri ancora diventano ansiosi se devono partecipare a eventi social (feste, matrimoni, battesimi)

Le persone che soffrono di ansia hanno un giudice interno molto severo che quotidianamente valuta ogni loro azione ed emette un “voto” che rimanda alla persona il suo non essere mai abbastanza in confronto agli altri. In questo modo la persona si trova in un costante stato di agitazione e iperattivazione tutte le volte che si trova a doversi “confrontare” con qualcun altro, ritenuto più forte o più competente. L’individuo si sente costantemente inadeguato, incapace di affrontare le sfide del vivere sociale, che col tempo tenderà a evitare sempre più spesso.

A differenza dello stress che può essere sconfitto agendo sull’ambiente esterno (es. se ho una scadenza troppo ravvicinata, posso sempre chiedere che venga posticipata) o modificando il proprio modo di reagirvi (es. posso restare sveglio fino a tardi e portare a conclusione il mio lavoro), nell’ansia il lavoro da fare è più introspettivo, riguarda l’immagine di se stessi come persona di valore o meno.

Quale trattamento per l’ansia?

Il trattamento d’elezione per i disturbi d’ansia è la Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC) di cui si è già trattato in un altro articolo ( → vai all’articolo).

Si tratta di un percorso di analisi personale attraverso cui il paziente può ripercorrere fasi salienti della sua vita (es. l’infanzia, i primi innamoramenti, le prime delusioni sentimentali, le prime esperienze lavorative, eccetera) in cerca delle origini di quei pensieri disfunzionali che nel presente gli impediscono di essere sereno e soddisfatto di se stesso.

Con l’aiuto del terapeuta il paziente viene incoraggiato ad analizzare criticamente i pensieri automatici negativi responsabili di causare e sostenere la sua ansia. Infatti ciò che causa l’attivazione ansiosa non è necessariamente un evento presente nell’ambiente (come accade con lo stress), ma una percezione di se stessi come incapaci di affrontare e gestire gli eventi, ovvero l’innescarsi automatico di pensieri negativi sul Sé (considerato inetto) e sull’Altro (considerato indisponibile e giudicante).

In questi trattamenti è importante che la persona impari a riconoscere le proprie competenze e abilità, a valorizzare le proprie conoscenze e i propri talenti, a sperimentarsi come individuo capace e funzionante.